A journey through the markets of Palermo

A journey through the markets of Palermo

Palermo is a multifaceted and multicultural city. It was founded in the VII century B.C. by the Phoenicians and was later conquered by the Romans, the Arabs and the Normans. This intertwining of cultures gave life to a new people and landscape full of flavors and traditions that still live on today. A great example of such traditions is the presence and importance of the local markets.

Il Mercato del Capo

 Being born in this city and having lived in Palermo for almost 20 years, I remember when my family used to go shopping for lunch at the Sunday farmer’s market Il Mercato del Capo. This market is only open in the morning and it extends along a narrow street full of stands that are sometimes an extension of the small shops in the buildings, often withered, in the area. During the day, hundreds of people fill these tiny streets not only to shop but mostly to chat, taste products and negotiate the best deals with the many vendors. One of the things that touches me every time I come back is to hear the same old “song” from a merchant or farmer about how great his/her products are and why you should buy them. The typical products you will find at the markets are fruit and produce, meat, fish and spices. The fish, full of color, caught right off the coast of Palermo, are displayed on ice and are constantly kept wet to show off their freshness and quality.

Mercato Ballarò

Photo credit: Luciano Romeo

The largest market in Palermo is the Mercato Ballarò, open both in the morning and afternoon. What makes it so unique are the many ethnicities of both its visitors and its vendors. You can find everything and more, from used technology to local cooked food ready to be eaten. Of course, plenty are the choices of fruit, vegetables, meat and fish. Probably due to its location, this is the less visited market by tourists. I would highly recommend to try some typical Palermitan dishes such as roasted greens, chickpea fritters, crocchè di patate (similar to tater tots), sfincione (typical Palermitan pizza), boiled octopus, calf’s interiors or grilled lamb’s interiors.

 La Vucciria

The oldest market and probably the most visited by tourists is La Vucciaria. It is a mingling of voices, flavors and smells. The neighborhood is characterized by a double soul. The first one is the market, opened in the morning, located around the affluent streets that meet in Piazza Caracciolo. At the break of dawn, it starts to get crowded and the retailers opened their shops, displaying their freshest products on the counters. This market has changed throughout the years, leaving today more room for street foot. During lunch hours and in the evening on weekends, with just a few euros, you can eat some local food such as sandwiches with chickpea fritters and the Palermitan version of tater tots stuffed with spleen and caciocavallo (a type of cheese), grilled fish, lamb guts, cooked greens and much more.

After visiting the market, you should definitely take a walk through the streets around its neighborhood to discover the many beautiful yet deteriorating old buildings and perhaps stop to chit chat with a local. If you stroll along the street that connects Piazza Caracciolo with Piazza Garraffello, you will see the statue of the Genio di Palermo (genius), a mythological figure also symbol of the city. In this area, you will find many traditional locals where you can stop for an aperitif before dinner. If you notice the buildings around Piazza Garraffello, you will see that they were never repaired nor used after being bombarded during World War II. Also notice the many graffiti by the Austrian artist Uwe which transformed the piazza in a very unique masterpiece.

At night, the daily scene is replaced by the second soul of the market: the stands close to leave room for nightlife bars and clubs where many tourists and locals alike go to spend their evening. Everyone comes together, perhaps drinking a beer bought at the Taverna Azzurra, the neighborhood’s most popular spot for locals and college students.

If you visit Palazzo Steri, you will notice that the market was also a source of inspiration for the famous Palermitan painter Renato Guttuso who painted “La Vucciria di Palermo.”

Renato Gattuso: La Vucciria di Palermo

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Italian Version

Un viaggio fra i mercati di Palermo

By Manfredi Paci

Palermo è una città poliedrica e multiculturale. Fondata nel VII sec. a.C. dai Fenici, ha poi subito le dominazioni romane, arabe e normanne. L’intreccio di queste culture ha generato un popolo e un territorio ricco di sapori e tradizioni, le quali sono state tramandate fino ad oggi. Un esempio lampante può essere rappresentato dai mercati rionali.

Il Mercato del Capo

Essendo nato in questa città e avendo vissuto a Palermo per quasi vent’anni, ricordo quando andavamo con la famiglia a fare acquisti per il pranzo domenicale al mercato del Capo. Questo mercato è aperto solamente la mattina e si estende per una lunga via, piena di bancarelle che costituiscono l’estensione dei piccoli negozi all’interno degli edifici, spesso decadenti. Queste vie sono gremite di giorno perché la gente non solo acquista, ma si ferma, negozia il miglior prezzo, assaggia dai banchi i migliori prodotti e chiacchiera con il negoziante. Un’altra cosa che mi emoziona ogni volta che torno è la cantilena dei mercanti che esortano la qualità dei loro prodotti e invogliano i passanti ad assaggiare e acquistare le loro mercanzie. I tipici prodotti che vengono esposti nelle bancarelle sono agricoli, carne, pesce e spezie. I pesci ricchi di colore, pescati al largo delle coste palermitane, in particolare, sono distesi sul ghiaccio e continuamente bagnati per esaltarne le loro qualità.

Mercato Ballarò

Il più grande mercato palermitano è il Mercato Ballarò, aperto sia la mattina che il pomeriggio. Ciò che lo caratterizza è la multietnicità sia delle persone che lo frequentano sia delle bancarelle presenti al suo interno. Si può trovare di tutto e di più, dalla tecnologia usata al cibo cotto tipico palermitano, che si compra prima di ritornare a casa. Non mancano frutta, verdura, carne e pesce. Probabilmente dovuto alla sua dimensione e posizione, è il meno frequentato dai turisti. Consiglio di provare le tipiche pietanze palermitane come le verdure al forno o in pastella, panelle, crocchè di patate, sfincione (tipica pizza palermitana), polpo bollito, interiora di vitello bollite o di capretto cotte alla brace (stigghiole).

La Vucciria

Il mercato più antico e probabilmente quello maggiormente frequentato dai turisti è La Vucciria. È un connubio di voci, profumi e sapori. Il quartiere è caratterizzato da una doppia anima. La prima è quella del mercato, aperto la mattina, localizzato intorno alle vie confluenti in Piazza Caracciolo. Già alle prime luci del mattino, si inizia a popolare e i venditori aprono i propri negozi, tirando giù le tende ed esponendo sui banchi i loro prodotti più freschi. In realtà, oggi questo mercato si è trasformato, riducendo le proprie botteghe e facendo spazio a venditori di street food. Durante il pranzo e la sera dei weekend, infatti, è possibile mangiare con pochi euro all’aperto alcuni dei tipici prodotti locali tra cui panini con panelle e crocchè oppure ripieni di milza e caciocavallo, pesce grigliato, stigghiole, verdure in pastella e molto altro.

Dopo aver visitato i diversi mercati, è consigliatissimo passeggiare per le vie della zona per scoprire i palazzi decadenti e magari scambiare quattro chiacchiere con gli abitanti della zona. Se si percorre la via che collega Piazza Caracciolo a Piazza Garraffello, ci si può imbattere nella statua del Genio di Palermo, una figura mitologica che rappresenta un simbolo di Palermo. Lì vicino sono sorti tipici locali dove fare l’aperitivo oppure dove bere un drink dopo cena. Ciò che può maggiormente stupire sono i palazzi che circondano Piazza Garraffello, i quali, durante la seconda guerra mondiale sono stati soggetti a bombardamenti e da quel momento sono rimasti disabitati. Con un po’ di attenzione si possono scorgere sui muri i graffiti dell’artista austrico Uwe, che hanno trasformato la pizza in un capolavoro unico.

La sera lo scenario viene stravolto e la seconda anima del mercato prende vita: le botteghe chiudono per far spazio ai locali notturni, oggi meta di turisti e palermitani. Ci si incontra tra amici e si chiacchiera, magari sorseggiando una birra comprata alla Taverna Azzurra, punto di riferimento del quartiere che attira abitanti della zona e tanti giovani universitari, oppure entrando in uno dei tanti pub che servono da bere a costi contenuti.

 

Se visitate Palazzo Steri, vi accorgerete che il mercato è stato anche una fonte di ispirazione del noto pittore palermitano Renato Guttuso che ha dipinto “la Vucciria di Palermo”.